"il vento del sapere rinfresca, rinnova, porta potere,
informazione porta scelta. Scelta porta conflitto,
conflitto porta crescita,
crescita porta gratificazione
e la forza di contenere un figlio.

Ogni vera conoscenza viene dal cuore."

L. Da Vinci
Primo Piano
La Madre nel percorso Nascita

Sempre più spesso emerge come tema attuale, la marginalità o non centralità della donna in quello che oggi è considerato il normale modello medico di assistenza alla nascita che pone la donna, la madre e la coppia ai margini di un processo decisionale , relegandola ad un ruolo secondario e privandola a volte, di una reale possibilità di scelta.

Eccesso di medicalizzazione, violenza ostetrica, aumento di tagli cesarei, depressione post parto, mancati allattamenti al seno..

Ma cosa significa oggi promuovere la salute della Nascita?

Aiutare le madri a comprende i propri bisogni e quelli del proprio bambino fornendo sostegno nella ricerca di risposte e soluzioni alle necessità personali,

lavorare con il corpo, sul corpo per migliorare o imparare ad ascoltarsi,

leggere e interpretare i segnali che arrivano dal bambino,

informare fornendo una libertà di scelta all'interno di un piano di assistenza,

mettere la donna al "centro", renderla protagonista della nascita valorizzando le sue competenze e risorse

Questo per me è promuovere il concetto di salute della Nascita.

Per proteggere e promuovere la salute del bambino, dobbiamo quindi proteggere e promuovere la salute materna, in quanto la madre è la risorsa primaria per eccellenza, senza di lei il bambino non potrebbe esistere.

Osservando il corpo della madre possiamo cogliere i segni di salute della gravidanza perché è anche attraverso questi che il bambino comunica.

Il benessere materno fetale è direttamente e positivamente influenzato dalla presenza di una buona relazione, l'utero materno è la prima matrice in cui il bambino si forma e si sviluppa, il primo ambiente con cui si confronta e apprende.

Una madre consapevole di questo, in ascolto dei segnali del corpo, in relazione con se stessa e con il proprio bambino contribuisce a rendere l'ambiente uterino più accogliente, se è tranquilla sarà in grado di trasmettere serenità e benessere.

La consapevolezza e la conoscenza di ciò che fisiologicamente accade, e la fiducia nelle proprie risorse diminuiscono lo stess in gravidanza e agiscono positivamente sulla salute della donna e quella del suo bambino, migliorando gli scambi biochimici e favorendo un buon funzionamento del sistema feto-placentare.

Il legame biologico madre bambino viene profondamente nutrito anche dal legame emozionale.


Sarà quindi importante considerare e valorizzare le competenze delle madri riconoscendo il potere e le responsabilità che le donne hanno nel buon andamento della gravidanza, della nascita e del dopo.

 

 

Diversamente se la donna non viene o non si sente realmente considerata come soggetto attivo e dotato di preziose risorse, subisce un processo di espropriazione del proprio ruolo di donna e madre competente.

"Sappiamo noi cosa è bene per lei, per voi"
"Il protocollo ci impone questo"
"Non può decidere lei cosa è meglio per la salute ed il benessere del suo bambino"
"Non è in grado di far nulla..la situazione è questa..dobbiamo fare questo.."

Così dicendo poteremo le donne, le madri a distaccarsi dal proprio corpo e dal proprio bambino; perdendo la capacità di ascoltare e ascoltarsi, perdendo la relazione con il proprio bambino che pian piano diventerà per lei più estraneo e prendersene cura sarà sempre più difficile.
Così dicendo porteremo le donne, le madri a pensare di non avere risorse per gestire e vivere la propria gravidanza,né tantomeno il parto, né prendersi cura attivamente del bambino.

Da qui nasce la delega, della propria salute, della propria gravidanza, del proprio parto, del proprio allattamento. La delega nasce dalla paura e dalla paura molto spesso nasce un eccesso di medicalizzazione e una conseguente patologia indotta. 

Saranno altri a dover rassicurare la donna sul proprio stato di salute, su quello del suo bambino.
Altri....Fin quando, gran parte delle volte poco dopo la nascita, la madre, si troverà sola e non avrà le energie e la fiducia per attivare finalmente le proprie risorse e competenze.

E' in questi casi che assistiamo a storie di puerperi pieni di lacrime, in cui regnano sentimenti di inadeguatezza, "non sono capace" , "non lo so fare", "non so come farlo" ... ne risentirà la prima relazione e l'imprintig, molto spesso assistiamo a storie con grandi difficoltà di adattamento per entrambi.

Quante volte ci troviamo a ripetere "La gravidanza non è una malattia"?
Quante volte agiamo o siamo assistiti da chi agisce in modo contrario!?

La gravidanza non è una malattia che costringe come spesso accade, il paziente a delegare al medico la propria guarigione.
La gravidanza è un evento fisiologico che richiede alla donna un continuo adattamento rispetto ai suoi bisogni e a quelli del bambino che porta dentro di sé, è e può essere una preziosa occasione di crescita personale, di scoperta o riscoperta di un sapere, un sentire profondo che da sempre appartiene al femminile.

Le donne che vogliono essere protagoniste della propria vita e della propria maternità, sono donne che si attivano verso l'ascolto di se stesse, dei propri bisogni e quelli dei loro bambini; attraverso l'informazione chiedendo il "perché" delle cose e a volte mettendo in discussione i protocolli o gli schemi predefiniti per ricercare il tipo di assistenza che valutano migliore per se stesse e il loro bambino.

Queste donne a volte in modo inevitabile, entrano in conflitto con gli attuali modelli organizzativi che uniformano e standardizzano in un unico percorso di cure predefinito ma non appropriato ad un evento unico e personale come la gravidanza e maternità.
Molto spesso, troppo spesso, queste donne vengono etichettate:
donne coraggiose, donne presuntuose, donne caparbie, donne ignoranti, donne fricchettone, donne fastidiose, donne che non ripongono fiducia nel nostro sistema sanitario.


A tutte le donne, madri, che incontro nei diversi percorsi di assistenza che mi chiedono, si chiedono "come fare?", "cosa fare?" per poter vivere attivamente il proprio percorso nascita voglio dire
Partiamo da voi.. iniziate voi a sentirvi e pretendere di essere "AL CENTRO" !

  

"Se noi riassumiamo tutto quello che sappiamo, dobbiamo dire che la scienza della nascita non è scienza medica, ma è una scienza sociale. Si tratta quindi di accudire o di curare intensamente la donna da un punto di vista sociale" A. Rockenschaub

 
 
Il Piano del Parto

Che parola strana..ma che sarà?

Come si può fare un piano del parto?

Nei miei incontri di accompagnamento alla nascita ne parlo sempre e la prima reazione è :

Davvero esiste? ma davvero posso chiedere? Davvero ho il diritto di..?

ogni volta è dura dover rispondere … nessuno lo conosce, è infatti una pratica diffusa in gran parte dell’Europa, solo da pochi anni in Italia.

Nessuno pensa di poter chiedere, di avere il diritto di chiedere cosa può farci più piacere, cosa ci po’ far stare meglio, soprattutto in un momento così intimo e delicato, dove gli equilibri raggiunti possono essere facilmente compromessi.

Il Piano del Parto è una proposta scritta in forma di lettera dalla coppia contenente esigenze e aspettative, non è altro che un foglio su cui appuntare quali trattamenti sanitari e non siamo disposte a tollerare e quali, al contrario, non vorremmo ci venissero applicati o anche, ad esempio, le preferenze riguardo il travaglio, il periodo dell’espulsione, la degenza in ospedale e i trattamenti di cura sul bambino; ovviamente sottolineando sempre il requisito essenziale che è la fisiologia.

È utile prepararlo in coppia, dopo aver acquisito informazioni, essersi chiariti ogni dubbio, aver visitato alcune sale parto, fatto le domande che ritenete necessarie al personale Medico Sanitario all’interno del reparto dove sceglierete di partorire.  

Dopo averlo steso in duplice copia (una da trattenere e una da consegnare), può essere recapitato all’ospedale.

Il Piano del Parto ha un’utilità sostanziale, soprattutto in questo momento in cui troppo spesso la nascita è fortemente medicalizzata, vi porta a una maggiore informazione che vi renderà più liberi e consapevoli nelle scelte!

Alcune evidenze scientifiche su procedure che vengono spesso utilizzate negli ospedali:

Episiotomia, non esistono evidenze scientifiche che dimostrino che sia vantaggiosa per la madre. Dovrebbe essere eseguita solamente nel caso di una grave alterazione del battito cardiaco fetale, assolutamente non di routine (riferimenti Carroli, Belizan Episiotomy for vaginal birth, the Chocrane Library 2006)

Manovra di Kristeller o spinta sopra la pancia, le eidenze dimostano che è una procedura molto pericolosa, provoca dolore alla donna e può essere molto dannosa per madre e bambino. Non dovrebbe mai essere utilizzata. (riferimenti Fundal pressure during the second stage of labour, Chocrane 2009)

Per la fase Espulsiva dovrebbe essere abbandonata la odalità di esostare la donna a spingere indicandole come e quando farla. Dirigere le spinte causa un eccessiva stanchezza materna, aumentando le espisiotomie e le lacerazioni perineali. Le donne dovrebbero essere incoraggiate a spingere seguendo le loro modalità e il loro sentire. (riferimenti Posistions for women during second stage of labour, Chocrane 2012) 

Ecco un esempio di Piano del Parto (che può essere modificato e personalizzato secondo le personali esigenze)

Buona ricerca e buon lavoro!

Giò